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Quest’anno il social trekking raddoppia, dopo Pistoia tutti a Pavia a fine novembre


Quest’anno il Social Trekking raddoppia.  Dopo la riuscita edizione di febbraio a Pistoia, ecco che un nuovo appuntamento è fissato per fine novembre a Pavia. Si tratta del primo social trekking “francigeno” da celebrare. Tra il Social trekking, ovvero il “movimento” del camminare responsabile e consapevole e la Via Francigena, vale a dire la principale rete italiana di cammini, il feeling va avanti da tempo. Il rapporto è andato consolidandosi ed evolvendosi e per l’appunto a fine novembre…nascerà una loro creatura, al cui battesimo sono attese centinaia di camminatori. Il Social Trekking di Pavia, che avrà luogo dal 24 al 26 novembre prossimi.

Numerosi e suggestivi gli eventi in programma dal venerdì alla domenica: escursioni naturalistiche e culturali, mini trekking, incontri e conversazioni sui cammini si susseguiranno con incedere lento ma deciso, proprio come il ritmo delle camminate in stile social trekking. Quest’ultimo, come ben noto ai lettori del blog,  è una filosofia di cammino, ma non solo, ideata e portata avanti da quasi un decennio dalle appassionate guide escursionistiche ambientali della cooperativa Walden viaggi. Vari viaggi a piedi ed escursioni più brevi di Walden si sviluppano già da tempo in località che sono attraversate dall’ antico itinerario di Sigerico. Di recente, si è intensificata la collaborazione tra Walden e l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). che riunisce un centinaio di Enti locali che si trovano proprio lungo l’itinerario francigeno, il cui lungo tratto italiano ha origine in Val d’Aosta. L’AEVF è l’interlocutore ufficiale del Consiglio d’Europa per la gestione e la valorizzazione dell’itinerario culturale europeo della Via Francigena.

 Tra le “anime” dell’evento autunnale pavesino ormai alle porte, vanno evidenziati Marco Baglioni e Sami Tawfik.  Marco è socio e guida escursionistica ambientale di Walden viaggi, mentre  Sami è project manager di AEVF, nel cui ambito si occupa della gestione di vari progetti sui cammini, di ampio respiro.

Tawfik ci tiene a sottolineare come iniziative quali quelle di Pavia si ripropongano ampie ricadute positive sul territorio: “ Il fine è quello di generare una economia sostenibile che abbia impatto anche sul tessuto sociale, permettendo tra le altre cose la rivalutazione delle zone rurali escluse dai principali circuiti turistici e l’occupazione giovanile. In generale il pellegrino è un turista con un livello di istruzione medio-alto, un viaggiatore che rispetta e osserva il territorio e ritorna su di esso con una capacità di spesa più alta rispetto al momento in cui lo ha vissuto come pellegrino”.

E’ indubbio che chi si muove alla velocità di tre-quattro chilometri l’ora è in condizione di vedere pregi e criticità dei territori attraversati, il che può essere un’opportunità anche per la gestione della sentieristica da parte delle amministrazioni locali.  Tale circostanza, ci viene confermata da Sami: “ Il pellegrino è un osservatore attento e privilegiato del territorio che attraversa. Sicuramente per noi sono fondamentali le segnalazioni e per questo abbiamo attivato un apposito servizio di Alert.  Le comunità locali si stanno rendendo conto della ricchezza che questo genere di turismo può portare al territorio. Parlo di una ricchezza sia in termini di scambio culturale che di una ricchezza a livello economico”.

Viene a questo punto da chiedersi che tipo di interazione si riesca a creare tra i camminatori e gli abitanti delle località attraversate da un Social Trekking, soprattutto quelle non abituate alla frequente visione di “forestieri”. Marco Baglioni, forte della sua esperienza nelle precedenti sei edizioni del Social Trekking e in numerosi viaggi a piedi anche all’estero, non ha dubbi: “ L’interazione nasce continuamente, tutte le iniziative sono all’esterno camminando per strada. Molte persone ci chiedono cosa facciamo, chi siamo e spesso capita di fermarsi a “raccontarci”. Poi, in quelle che noi chiamiamo  “passeggiate a sorpresa” sono stati spesso i locali a raccontarci qualche bella storia del luogo o qualche aneddoto”. Marco vuole poi sottolineare come l’iniziativa del social trekking sia “ ad impatto zero” e cosa ciò significhi Tutte le iniziative si fanno a piedi, camminando, inoltre la città scelta è in genere ben servita dai mezzi pubblici, e poi…impatto zero anche perché il cibo è scelto dove possibile a km zero, e tendente allo zero è anche la carta utilizzata per promuovere l’evento, visto che la promozione viene fatta con il passaparola e con ampio utilizzo del  web.

La partecipazione agli scorsi social trekking è stata appassionata e corale. Ma che tipo di camminatore ci si aspetta che venga a Pavia? “ Sinora abbiamo fatto tre sopralluoghi sul posto”, precisa Marco, che poi ci tiene a sottolineare come “ la gente conosciuta sul posto è  tutta molto euforica del Social Trekking, sicuramente sarà un bel primo ST sulla Via Francigena che ci permetterà di far diventare pellegrini per due giorni tante persone e farà conoscere anche la gente pavese e il loro territorio a tanti illuminati “pellegrini” provenienti da tanti parti d’Italia”.

Socializzazione , benessere personale, valorizzazione ambientale e culturale:  muoversi sostenibilmente e responsabilmente sul territorio sono tutti valori aggiunti per i partecipanti, il territorio e  le popolazioni locali coinvolte nel primo Social Trekking francigeno. E allora… Viva la Francigena, Viva il social trekking, Viva il camminare responsabilmente!

testo e foto di Raffaele Basile

 

 

2 commenti
    • R.Basile
      R.Basile says:

      Grazie Davide.Prossimo appuntamento a febbraio un po’più giù sulla cartina.
      Social trekking a Salerno a fine febbbraio 2018.Stay tuned!

      Rispondi

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