casa valmaira

Occitania, la Val Maira delle storie e delle borgate


Luigi canta “Bon chamin” e suona l’organetto diatonico accompagnato da suo figlio Daniele. E’ una canzone occitana, Anchoier, malinconica e struggente come questa valle fuori dal tempo. Siamo in Val Maira, in una vecchissima stalla restaurata dell’agriturismo Chersogno. Siamo in cammino nelle tradizioni occitane.

Per tanti anni attraversando la Val Maira sul Sentiero Occitano ho pensato, ma come sarebbe fare un viaggio qui con ritmi molto più lenti? Assaporando ogni borgata, ogni angolo di questa valle incantata, quasi come fosse una “degustazione”?
Quest’anno ci ho voluto provare e da quest’idea è scaturito questo viaggio: Antologia Occitana, il meglio della Val Maira.
Abbiamo iniziato nella Valle di Celle Macra, per scoprire la storia degli “Anchoier” appunto, i commercianti di acciughe che, nei primi decenni del Novecento, andavano in Liguria a comprare il sale e poi le acciughe. Sui loro carretti sbilenchi le portavano nelle pianure, per guadagnare quel poco per la loro famiglia rimasta tra le montagne. Era un mestiere duro, ma crearono un commercio che ancora oggi ha i suoi eredi e, vi assicuro che le acciughe che si mangiano ancora oggi in Val Maira sono squisite …
Augusto con passione ci fa visitare il museo dei mestieri itineranti, tante storie e le foto delle donne con i bidoni di acciughe.
Anche i borghi parlano qui, le case vecchie e speciali, molte sono ormai restaurate, ma tutte conservano il loro fascino, la pietra, il legno, le “lose” sopra il tetto. Ogni comune è fatto di 6/8 borgate, alla fine del viaggio ne avremo visitate quasi 50.
Borgate, storie e vecchi sentieri.
A Marmora siamo andati a vedere la canonica in cui Padre Sergio, un benedettino che ha vissuto qui molti anni, ha accumulato 50.000 volumi. Ci accoglie Daniele, un ragazzo che ne custodisce la memoria. Con un gatto e un cane, vive solo, immerso nei libri. Ha una terrazza sulla valle stupenda e ci offre un caffè raccontandoci della disputa che lo vede in opposizione al comune per il destino della biblioteca dopo la morte del monaco.
La valle è stupenda, trabocca di chiesette affrescate da Giors Boneto, un pittore ottocentesco itinerante, che dipinge angioletti ironici e scene bibliche che sembrano festicciole contadine. E di locande come quella di Mauro, il Brec dal Vern, antica e confortevole dove gusteremo la sua cucina particolare.
Ci trasferiamo a S.Michele a Prazzo dove per tre giorni saremo coccolati dalla famiglia di Pasqualina, stupenda cuoca e mamma di Daniele. Hanno restaurato con le loro mani la casa del nonno, per renderla più accogliente e bella. Ogni mattina Luigi ci da li buongiorno e dalle sue parole trabocca l’amore per queste montagne, come dalle sue foto degli animali selvatici. Daniele fa l’apicultore e ci parla delle sue api e dei mieli di montagna.
Un giorno andiamo a Elva, uno dei paesi più speciali della Val Maira, c’è la chiesa di Hans Clemer, c’è il Museo dei Capelli. E c’è Donatella che ci fa da guida tra tante meraviglie, facendoci sognare nella Storia e ricordare le vicende dei raccoglitori di capelli, mestiere unico, sviluppatosi a Elva. Vediamo anche un film dove i vecchi raccoglitori si raccontano in lingua occitana.
Storie, malinconia e stupore di tanta bellezza nascosta in queste valli.
La sera vediamo il film “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti e poi il giorno dopo a piedi fino a Ussolo, dove il film è stato girato. Tra migliaia di asfodeli fioriti attraversiamo i prati di montagna come in un sogno. A Ussolo arriva Dario Aghilante, il “sindaco” nel film, che oggi opera con l’associazione Chambra d’Oc per la tutela della cultura occitana.
E’ un incontro bellissimo, Dario ci affascina di racconti sul backstage, sui personaggi, ma ci invita anche a riflettere sui temi del film, la diversità, l’isolamento e la mentalità montanara.
Chiudiamo la settimana nel vallore di Unerzo, per scoprire a Chialvetta il Museo etnografico “La Misun d’en bot”, dove Rolando e Maria Luisa hanno raccolto oggetti della vita quotidiana legati alla casa, all’agricoltura, alla pastorizia, alle varie professioni e all’emigrazione.

Bon chamin in Val Maira, uno scrigno di storie e di bellezza.

a questo link il viaggio di Walden in Val Maira per il 2017

ed ecco il video di Luigi e Daniele che suonano e cantano Anchoier

Il viaggio rientra tra le “buone pratiche” del progetto comunitario S.M.I.L.E. 

articolo di Luigi Lazzarini

2 commenti
    • L.Lazzarini
      L.Lazzarini says:

      caro Maurizio, grazie !
      lo riproporremo a metà giugno del prossimo anno dal 19 al 25 giugno
      e durante il viaggio ci sarà il solstizio d’estate, la Festa di San Giovanni
      e a CELLE MACRA ci sarà la Giornata dell’acciugaio !

      Rispondi

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *