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“Camminare è out, comprati un hoverboard!”


“ Perdere tempo a camminare è ormai un atto anacronistico, in un mondo dominato dalla fretta”, recita l’antropologo e sociologo francese David Le Breton. “Camminare è out”, comprati un hoverboard, recita la scritta variopinta di un sito di acquisti online. Eh  sì, il camminare è sempre più visto come una scelta in controtendenza legata in genere allo svago e al tempo libero , difficilmente alla routine degli spostamenti quotidiani.

L’hoverboard è un prodotto che da alcuni mesi è molto richiesto , negli Usa ma anche qui in Europa. Questo nome , hoverboard, circolava sin dal 1989 quando nei cinema di tutto il mondo veniva proiettato “Ritorno al futuro”, ambientato – guarda caso – in un futuro prossimo che era all’epoca proprio l’anno appena archiviato, il 2015.

L’hoverboard è composto da due ruote collegate a dei sensori, e si sposta in funzione della  inclinazione del peso del conducente.  Non ha alcun manubrio, al contrario del più diffuso segway. L’obiettivo dichiarato del singolare mezzo di locomozione, che viaggia ad una velocità sui 10 km all’ora,  è quello di… evitare di camminare. Vale a dire, di guadagnare tempo prezioso da immolare al mito della produttività, non sprecando preziose energie con la lenta e antiquata marcia a piedi.

RAFFAELE BASILE

 

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