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Sentieri di note al Social Trekking di Pistoia


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Secondo il filosofo antropologo Lévi Strauss,  la musica sarebbe da considerare come una macchina per sopprimere il tempo. E, in effetti, i tre giorni del Social Trekking 2017 di Pistoia sono “volati”  lievi in un batter d’occhio ed il “tempo” si è quasi smaterializzato nei passi dei camminatori.

Passi leggeri anche perché uno degli elementi caratterizzanti di questa edizione della festa del camminare responsabile, e sostenibile, è stato proprio la musica.  Certo, per un evento consapevolmente itinerante come il Social Trekking, la collocazione di una colonna sonora andava ben ponderata. Bandite le estranianti auricolari collegate a tecnologici smartphone perché lontane dallo spirito socializzante dell’iniziativa, come soluzione praticabile per dare musica al social trekking vi poteva essere magari quella di prevedere dei momenti statici per l’ascolto di musica, in una delle tante belle location pistoiesi ricche di storia e arte. Ma il top sarebbe stato riuscire a far “camminare” le note senza l’intermediazione di  protesi tecnologiche,  insieme ai camminatori. Ma come fare? Francesco Ciccone è la risposta che è prontamente venuta al mago del social trekking Alessandro Vergari.

Già, Francesco. Lo zaino di Francesco è risaltato subito tra le centinaia di zaini variopinti dei camminatori accorsi a Pistoia.  Un po’ più allungato, più rinforzato, austeramente privo degli abituali colori sgargianti in salsa ultratecnica. Un po’ di curiosità l’ha quindi suscitata questo austero accessorio, collocato sulle spalle del dinamico giovanotto dall’aspetto bohèmien. Una curiosità sorta nonostante i camminatori fossero naturalmente rapiti dalle tante sollecitazioni sensoriali del social trekking.

Ma la curiosità si è presto tramutata in rapito stupore, che ha avuto la sua apoteosi in una delle prime pause del cammino del sabato mattina,  lungo l’antica ferrovia porrettana.  Non era tanto la sagoma dello zaino che era da ritenersi singolare, si veniva a scoprire,  quanto  il suo contenuto. Eh, sì, perché in quello zaino non vi erano magliette di ricambio o bottigliette rigeneratrici, bensì…  un violino.

Ma soprattutto, lo zaino si trovava sulle spalle giuste, quelle di Francesco Ciccone, che con  quello strumento dialoga da tempo immemorabile – anche in sinergia con grandi artisti – e a sua volta riesce a farlo  dialogare con tutto il “circostante”,  con la maestria di un prestigiatore.

Francesco Ciccone, la musica ce l’ha nel sangue, ma anche il camminare fa parte del suo variegato d.n.a. Basti pensare che le sue note hanno allietato anche l’ormai “mitico” peregrinare dello scrittore camminatore Rumiz sull’Appia antica.

Nessun dubbio per Francesco: “ in dall’età di bimbo, il passeggiare è stato per me momento imprescindibile, balsamo dell’anima in cui far convergere i pensieri quotidiani all’approccio di scoperta nei confronti del mondo” chiosa il musicista camminatore.  Pistoia è stato per Francesco il primo social trekking, eppure nelle sue parole si riesce a intravedere per intero il “manifesto” del movimento waldeniano che ha nell’interazione tra camminatori, persone e luoghi incontrati uno degli obiettivi principali : “attraversare un territorio vuol dire solcare lentamente la sua varietà ambientale e rivela la volontà di percorrere delle storie e dei vissuti che sono alla base dell’immaginario di una comunità”.

Ma quanto può risultare gradita ad un artista l’allegra confusione del popolo delle centinaia di social trekkers riunitisi come avviene ogni anno da sei anni a questa parte? Non poco, sembrerebbe in quanto Francesco ci tiene a precisare  “ sono molto legato alla dimensione “sociale” del camminare: passeggiare in compagnia permette di conoscere e confrontarsi, recependo nuovi stimoli e osservando da lontano il percorso della propria vita, come quando ci si specchia nel buio riflesso di un vagone, riscoprendosi un po’ cambiati dal viaggio, ma sempre immutabili; quando si è in cammino, le innumerevoli possibilità sembrano tutte da accarezzare, ogni sogno, o presunto tale, può essere sfiorato”.

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Evviva le camminate in gruppo allora? Certo, ma senza dimenticarsi che esiste anche uno spazio e un tempo per la riflessione. “ La viandanza raccolta e solitaria ti permette di poter apprezzare le peregrinazioni collettive (e viceversa!) . Camminare è bello sempre, da soli, in piccoli gruppi o in grandi carovane; ognuno trova il suo ritmo e si sintonizza con i propri pensieri, o con quelli altrui!”.

Francesco musicista dalle sonorità antiche ma attuali e Francesco camminatore appassionato fanno pendant con un terzo Francesco Ciccone: quello che gestisce stagionalmente  una libreria . La confidenza con i libri fa sì che Francesco condisca spesso i suoi intermezzi musicali con indovinate citazioni e aforismi. Su quale compagno letterario di viaggio porterebbe idealmente ( ma non solo) con sé nella sua viandanza, Francesco ha pochi tentennamenti. “Hermann Hesse con il suo Knulp, per la dimensione di stupor mundi e per l’incantamento con cui si avanza tra le pagine dei suoi racconti di formazione.  Ma non tralascerei Mario Rigoni Stern e i suoi silenzi, Aengus il vagabondo di W.B.Yeats , Jean-Jacques Rousseau e Ferdinand Gregorovius!”

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Ciccone ha certamente lasciato un suo segno sonoro nel social trekking 2017, con le sue note che hanno risuonato tra le bellezze naturali e artistiche dei percorsi pistoiesi, rinnovando le energie dei camminatori durante le indovinate pause musicali.

Ma anche il social trekking sembrerebbe avere lasciato a sua volta il segno nel musicista camminatore. “ Il social trekking mi ha colpito per la grande varietà dei suoi partecipanti: il vento freddo di tramontana ha permesso di alleggerire il proprio bagaglio, vivendo un bel preludio di primavera, con la consapevolezza che “longo è lo cammino, ma grande è la meta!”. Una piccola pausa di riflessione e poi Francesco ritorna sui suoi passi ( in senso metaforico, stavolta) e ci tiene a precisare, assorto:  “ma forse, la meta più grande è proprio il cammino!”.

testo, foto e video di Raffaele Basile

Audio tratto dall’opera narrata e musicata di Francesco Ciccone ” Dove all’ulivo si abbraccia la vite” , con voce narrante di Dario De Francesco e violino, viella e ribeca da lui suonati.

 

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