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Agritour, un social trekking tra le malghe delle Piccole Dolomiti vicentine


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” Agritour”. Questo il nome del progetto che ha come finalità il viaggiare responsabile e sostenibile nell’area vicentina.

Vivere da turisti consapevoli la campagna vicentina tra Vicenza e le Piccole Dolomiti è ora possibile più che in passato,  grazie a percorsi su strade secondarie e incontri con le aziende agricole, i loro prodotti e il loro lavoro.

Ma non solo. Agritour è anche un vero e proprio viaggio a piedi in puro stile social trekking, il quale è stato presentato ieri in conferenza stampa presso il Municipio di Schio, alla presenza del simdaco della cittadina e dei rappresentanti del territorio e dell’associazionismo . Il che non è stato casuale, visto che l’iniziativa è sponsorizzata proprio dall’amministrazione locale.

Per la precisione il viaggio/trekking si chiama “L’Agritour tra le malghe delle Piccole Dolomiti Vicentine” e si svolgerà dal 5 al 9 settembre 2018 grazie alla Cooperativa di Guide Ambientali Walden viaggi a piedi.

Il percorso attraversa 3 gruppi montuosi, 5 comuni, 8 alpeggi nel cuore delle Piccole Dolomiti Vicentine. I partecipanti saranno non più di quattordici camminatori, animati dalla filosofia del cammino lento.

Il trekking parte e si conclude a Schio, toccando la prima linea del fronte della Prima Guerra Mondiale, consumando prodotti a km zero e usufruendo dell’ospitalità locale, interagendo con i protagonisti delle malghe tra natura, agricoltura, tradizione, storia.

Luigi Lazzarini, presidente di Walden e i rappresentanti di istituzioni e imprenditori locali, hanno evidenziato come questa iniziativa si proponga di conoscere mete diverse da quelle più conosciute, con una partecipazione corale degli attori locali, basti pensare che Agritour riunisce già una trentina tra aziende agricole e altre attività. Walden viaggi propone tra l’altro già un altro viaggio in zona, nelle retrovie del Pasubio.
I viaggi Walden sono, come sempre, tutti impostati con grande attenzione all’ambiente e alla sostenibilità e all’ aspetto etico.

Raffaele Basile

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