Le Piagge

Siamo arrivati alla chetichella


Siamo arrivati alla chetichella, in momenti diversi e da luoghi diversi. Io sono andata a zonzo per Firenze, lasciandomi un po’ ubriacare da questa città. Era bello guardarsi in giro, scrutare le altre persone vedendo se potevamo riconoscerci… Uno zainetto, degli scarponi…sarà un social trekker?
Alla stazione delle Piagge ci siamo riuniti; io non conoscevo nessuno, l’unico viso noto era quello di Alessandro Vergari, tante volte ritrovato guardando i reportage fotografici dei trekking.
Abbiamo incontrato Don Alessandro Santoro che ci ha introdotti nel mondo delle Piagge, nelle sue storie di violenza, abusi, sopraffazione, droga, minacce, ma anche unione, solidarietà, rispetto, creatività, resistenza.
Sì, perché è questo che mi ha colpito: la capacità di resistere alla distruttività dei soprusi, perpetrati perennemente nella convinzione di poter piegare la volontà ed il desiderio degli abitanti del quartiere di vivere diversamente. E’ “la Forza del Piccolo”, che ogni volta ricomincia, e così la comunità ricostruisce incessantemente il piccolo muretto, simbolo della volontà di procedere uniti e solidali.
Don Santoro ci accompagna a visitare il quartiere, a conoscerne gli abitanti, i volontari che gestiscono l’asilo, i laboratori, la biblioteca, il doposcuola, la ciclofficina, la libreria, le tende per riunirsi, discutere, pregare e fare festa. Un mondo ricco fatto di “niente”, tanto materiale di riciclo, dono di tutti, buona volontà e molto lavoro per il bene comune. Ed in questo “special trekking” ci facciamo anche una passeggiata lungo una roggia , ed io trovo che questo paesaggio di periferia grazie alla nostra presenza diventi poetico, dotato di una sua bellezza e significato.
Siamo anche un po’ in ritardo e si è fatto buio… Don Santoro con passo veloce, sempre più veloce, ci guida sul percorso di ritorno, su di una strada sterrata che è tutta una pozzanghera. E’ un’impresa riuscire a stargli a dietro, senza finire nelle pozze… improvvisamente mi sovviene di quando, da piccola, si faceva a gara, in bicicletta, a fare slalom tra le pozzanghere! Era proprio così, un percorso da equilibristi, fatto sul filo del rasoio, con il timore sempre di finire spalmati per terra.
Un po’ come quello di Don Santoro, che ci lascia capire di aver imparato a muoversi tra le difficoltà ed i tanti rischi corsi nel tempo. Evidentemente questa allerta perenne è percepibile, tant’è che quando dobbiamo attraversare un campo, mi sorge spontanea la domanda, che rivolgo senza pensarci a Don Santoro: “ma è minato?”
Quando arriviamo alle tende ci raccontano della Mag Firenze e dei progetti di microcredito che vengono finanziati senza tassi di interesse, ed io mi chiedo se siamo in un altro mondo. Pare di sì, ed è molto affascinante. Sono un po’ incredula vedendo tutto quello che è stato messo in piedi da queste persone impegnate concretamente a costruire un mondo diverso, sinceramente migliore di quello che conosco abitualmente. Poi assaporiamo la cena preparata dai volontari della Comunità, e concludiamo la serata tra cantuccini e vin santo … e via a riprendere il treno per Firenze… domani cosa ci aspetterà?
Daniela Borsari

1 commento
  1. L.Lazzarini
    L.Lazzarini dice:

    grazie Francesca della precisazione, ci siamo permessi di correggere il testo di Daniela Borsari, perchè la “svista” può sembrare di poco valore per chi non ha partecipata al lungo percorso di consapevolezza della finanza critica, che ha portato a volte anche a prendere le distanze da Banca Etica. Noi siamo soci sia di Mag Firenze che di Banca Etica, ne conosciamo e apprezziamo le differenze. E’ anche per questo motivo che abbiamo portato il Social Trekking alle Piagge, per far conoscere e apprezzare queste differenze (non solo con Banca Etica, s’intende ;-). Luigi Lazzarini

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